Insomma, anche Il Trono di Spade è finito. Le sorti di Daenerys, Jon Snow e compagni sono finalmente giunte a compimento nelle lunghe sei puntate dell’ottava stagione, ma a molti l’ultima parte di questa incredibile saga ha lasciato parecchio amaro in bocca. Colpa dell’hype smodato, o in effetti la conclusione dell’epopea HBO non è stata all’altezza del suo passato? Prima di esprimere il mio giudizio complessivo, vi racconto quali sono per me i top e flop dell’ottava stagione de Il Trono di Spade. Ovviamente, recensione con spoiler a palate.

Le puntate

Game of Thrones 8×03: La Lunga Notte

Jon Snow in Il Trono di Spade 8x03: La Lunga NotteE così l’attesissima Lunga Notte, la più grande guerra di sempre, la minaccia definitiva per i regni degli uomini, l’attacco dell’immane armata di Estranei, inizia e finisce in un’unica puntata, con la piccola Arya Stark che salta addosso al Re della Notte piantandogli nel costato il coltello in acciaio di Valyria donatole dal fratello Bran nella scorsa stagione. E tutto si conclude in un istante. Il Night King si disintegra e con lui tutti i suoi seguaci. Ma è impossibile accettare che sia tutto così semplice, che una ragazzina, per quanto cazzuta, annienti un essere sovrannaturale così potente senza difficoltà, che l’Inverno tanto temuto e preannunciato sin dalla prima puntata della prima stagione finisca così in fretta. La battaglia può anche essere stata epica, i tre draghi, Melisandre e tutto quanto, ma Il Trono di Spade si meritava di più. Noi ci meritavamo di più. Era un momento così importante da farne quasi il tema portante dell’intera stagione. Così proprio no, delusione totale.

Game of thrones 8×05: Le Campane

Daenerys in Il Trono di Spade 8x05: Le CampaneBella, intensa, per certi versi inaspettata. La battaglia che porta alla distruzione di Approdo del Re mi ha tenuto incollato allo schermo per più di un’ora. Il crescendo della narrazione è stato a mio avviso magistrale: la preparazione degli schieramenti, i sotterfugi “politici” per cercare di evitare il disastro, l’attacco preventivo del drago alla flotta di Euron e agli arpioni, la resa (troppo facile) della Compagnia Dorata, vanificata dalla scelta assassina dell’ormai folle Daenerys che scatena il fuoco di Drogon su ogni strada ed edificio di Approdo del Re, massacrando migliaia di innocenti (“Che mi temano”). E tanti nodi sono venuti al pettine. Cersei e Jaime che si ritrovano alla fine nelle cripte della città per morire insieme (“Il resto non ha importanza, non ha importanza… solo noi”), il Mastino che finalmente affronta la Montagna, le sorti di Westeros che sembrano delinearsi con chiarezza. Esaltante, disturbante, coinvolgente e a tratti commovente. Uno spettacolo sanguinoso che avrebbe meritato, nella 8×06, un epilogo più appropriato.

Game of thrones 8×06: Il Trono di Spade

Drogon distrugge il Trono di Spade nella puntata finale 8x06In tre parole, una fine indegna. Un assassinio da Beautiful. Un re dei sei regni totalmente anonimo. Un sacco di scene tirate per i capelli. Una conclusione soft per una serie fantastica che di soft fin lì aveva avuto ben poco. Passi anche Bran sul Trono di Spade (che non esiste più, grazie Drogon), passi la morte stupida di Daenerys, passino un sacco di altre scelte controverse (pietosi Bronn e soci che giocano a fare i politici), ma non si può chiudere una produzione di tale livello con così poco stile, senza uno straccio di epicità, senza un briciolo di rispetto per un personaggio simbolo come Jon Snow, ridotto nell’ottava stagione a povero burattino senza volontà propria. Non c’è niente dell’ultima puntata de Il Trono di Spade che mi abbia lasciato un ricordo positivo. Vergognoso.

I personaggi

Jon Snow

Sul serio? È morto e resuscitato, è stato proclamato Re del Nord, ha guidato vittoriosamente eserciti in battaglia, ha scoperto di essere il legittimo erede al Trono di Spade… per diventare il docile compagno-schiavo di Daenerys? Per capire che era necessario eliminarla solo grazie al burattinaio Tyrion? Per annullare la sua personalità di fronte al volere degli altri leader? Imbarazzante. Per la serie “ridateci Robb Stark”.

Euron Greyjoy

Si conferma quello che è sempre sembrato fin dalle prime apparizioni: un coglione privo di scrupoli. Tira giù un drago e questo è notevole, glielo concedo, ma è sempre mosso da una sete di potere personale quasi ludica e priva di quei sentimenti complessi che caratterizzano invece gli altri principali cattivi della serie. Una specie di bullo troppo cresciuto a cui è stato dato probabilmente troppo risalto.

Cersei Lannister

Che ha combinato la perfida Cersei nell’ottava stagione de Il Trono di Spade? Niente, letteralmente: è rimasta imbambolata nella Fortezza Rossa a guardare Daenerys che inceneriva Approdo del Re. Ok, ha cercato di usare qualche migliaio di persone innocenti come scudo morale per evitare la disfatta, ma da lei mi aspettavo molto più di una viscida mossa difensiva. Voglio dire, non è la stessa tiranna che per eliminare i suoi nemici ha fatto saltare l’intero Tempio di Baelor con l’Altofuoco?

Sandor Clegane

Non si può non amare il Mastino. Vado un po’ contro ai miei ideali perché è sempre rimasto lo stesso, ma il combattimento con il mostruoso fratello (la Montagna) nella penultima puntata e il volo finale dalla Fortezza Rossa mi hanno strappato un “grande Sandor… nooo!”. Un’icona.

Daenerys Targaryen

Ebbene sì, per me lei è un top. Non che voglia premiare per forza i cattivi. Voglio premiare i personaggi che non stanno fermi, che evolvono (anche in peggio), che perseguono i propri obiettivi con determinazione. Daenerys, in queste ultime sei puntate, eleva alla massima potenza la sua indole superba e dominante, fino a sfociare nella follia quando scaglia il suo drago e le sue truppe contro la popolazione inerme di Approdo del Re solo perché ha capito che, nel continente occidentale, l’unico modo che ha per regnare è quello di essere temuta. È morta da stupida, senza dubbio, ma per il resto chapeau.

Verme Grigio

Sì, proprio lui. Non importa se ha sostenuto ciecamente una regina che è diventata più stronza di re Joffrey e Ramsay Bolton messi insieme. Importa che finalmente ha tirato fuori le palle (eheh). Importa che soprattutto dopo la morte di Missandei è uscito dal guscio, mostrando la sua personalità. È diventato spietato. Ha esibito una volontà sua, definita. Strano solo che non sia impazzito quando John “Cucciolo” Snow ha ucciso colei che ha permesso tutto questo, ma diciamo che su questo chiuderò un occhio.

Bran Stark

Diventa il nuovo re praticamente senza fare nulla. Anche nell’ultima stagione di Game of Thrones rimane un personaggio sottotono, sterilmente misterioso e insondabile, scelta forse voluta dagli sceneggiatori ma che non lo aiuta certo a spiccare. A cosa serve quindi il Corvo con tre occhi? E come userà i suoi poteri per il bene dei sette (o sei) regni? Anche dopo la fine della serie la risposta per me è “boh”, e non è una risposta accettabile vista l’importanza storica che gli è stata riservata.

I personaggi di Game of Thrones 8: top e flop

E gli altri?

Gli altri personaggi importanti dell’ottava stagione di Game of Thrones per me non sono né top né flop.

  • Il mitico Tyrion si mantiene sulla stessa linea delle ultime stagioni e si conferma ottimo stratega, cercando di tenere il piede in due scarpe (quando offre una via di fuga all’amato fratello contro il volere della sua regina) ma di fare al contempo ciò che è meglio per tutti.
  • Arya va dritta per la sua strada di assassina tracciata ormai dai tempi di Braavos, uccide l’avversario più temibile di tutti (anche se ho trovato quella sequenza patetica, l’ho già detto?) e si dimostra sempre più cazzuta.
  • Jaime è scostante come sempre: si fa Brienne (peccato, tifavo per Tormund), cambia schieramento a stagione in corso e alla fine torna dal suo vero amore Cersei per morire insieme a lei. Respect.
  • Sansa, allergica a Daenerys, si defila subito dopo aver rivelato a Tyrion le vere origini di Jon Snow: una mossa fondamentale nello scacchiere di Game of Thrones, per un personaggio che però ha avuto poco spazio nell’ultima stagione.

Il giudizio finale

Senza la spettacolare 8×05: Le Campane, definirei l’ultima stagione de Il Trono di Spade un disastro. Così invece è “solo” deludente. In sei puntate era quasi impossibile portare a conclusione con il giusto livello di cura e dettaglio tutti i temi rimasti aperti, e infatti l’impresa non è riuscita. Restano impresse nella memoria le morti illustri e i momenti più intensi della battaglia di Approdo del Re, ma resta soprattutto la sensazione di una grandissima serie TV chiusa frettolosamente. Questa ottava stagione va comunque guardata? La mia risposta è sì, nel complesso non è un epilogo così terribile e chi ha seguito otto anni di passioni, tradimenti, stragi e guerre non vorrà mancare il traguardo. Certo è che la maggior parte delle (enormi, esagerate) aspettative non è stata ripagata, e questo è un marchio che resterà indelebilmente impresso sulla saga televisiva tratta dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin.

5/10